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gaze at the moon until I lose my senses

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001 / The Smiths
panic
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7 marzo 2009
musica
saez; jeune et con (1999)
Chi è questo: fanciullo francese di madre algerina e padre spagnolo, ha avuto un po’ difficoltà a ripetere il successo del suo primo album (Jours étranges) con i due dischi successivi (God blesse e Debbie); l'anno scorso ha fatto un triplo album (!) in cui sembra Jacques Brel e a metà mese esce Yellow tricycle.

La musica: lo so che ‘rock francese’ suona un po’ inquietante (però ‘rap francese’ è certamente peggio), ma comunque va più che bene, se è così (qui, invece, è in versione acustica).

Le parole: sono state il miglior commento per gli incidenti nelle banlieu di qualche anno fa. Jeune et con vuol dire 'giovani e coglioni' e la canzone è un meraviglioso manifesto generazionale di una generazione che non crede più in niente (Encore elle va bien s'amuser puisqu'ici rien n'a de sens / Alors on va danser, faire semblant d'être heureux) mentre intorno 'loro' sono vecchi e pazzi ed il mondo se ne frega di chi dorme sotto i ponti (Puisqu'ils sont vieux et fous / Puisque des hommes crèvent sous les ponts / Mais ce monde s'en fout). E nel bieco nichilismo che tutto avvolge, da buon eroe romantico Saez trova senso solo nell'Amore (Mais je sais qu'on est quelques milliards à chercher l'amour). Il modo in cui, verso la fine del brano, canta Encore un jour se lève sur la planète France / Où j'ai depuis longtemps perdu mes rêves è struggente e degno della Pléiade, oui.

Cheremone’s corner: vaghissimo ricordo del video intravisto secoli fa a Brand: new (che era l’unico programma decente di Mtv Italia, con il buon Massimo Coppola – che pare ora essere direttore editoriale della sempre notevole Isbn edizioni). Poi mi sono ricordato di lui quando vivevo a Losanna e me ne sono innamorato.

Pregnanza socio culturale: a suo tempo ho scoperto con una certa sorpresa che a un certo punto è stato ospite di un programma di Celentano (!). Una delle cose più belle che ha fatto è Fils de France, una canzone scritta e incisa di getto quando Jean-Marie Le Pen passò il primo turno delle presidenziali francesi nel 2002. In Francia credo sia un ‘artista di culto’.
25 dicembre 2007
musica
the pogues & kirsty mccoll; fairytale of new york (1987)
Chi sono questi: I Pogues sono un gruppo irlandese che ruota intorno a Shane McGowan; problemi di alcol e droga hanno fatto sì che, oltre a un paio di album fondamentali, non abbiano combinato granché. Kirsty era una cantante inglese che ha fatto un paio di grandi canzoni (A new England, Walking down Madison, Days), fino alla sua tragica morte di qualche anno fa. Pare inoltre che sia stata lei a stabilire l’ordine delle canzoni in The Joshua Tree degli U2 (all’epoca era la moglie del produttore).

La musica: folk irlandese, in pratica.

Le parole: ci si potrebbe costruire sopra una tesi di laurea (e qualcuno l’ha davvero fatto). Nella prima strofa lui finisce in cella per ubriachezza molesta (e nel video è arrestato da Matt Dillon!) insieme ad un altro ubriacone molribonco che canticchia una vecchia canzone irlandese, cosa che lo porta a sognare di lei. Lui poi ripensa alle speranze di un tempo, a quando erano felici e pieni di aspettative. Dal nulla arriva la voce di lei, che a sua volta rievoca il loro primo incontro (when you first took my hand / on a cold christmas eve) e il suo sogno di fama e successo (you promised me / Broadway was waiting for me). A questo punto, prima di arrivare al ritornello, il duetto si fa romantico (you were handsome / you were pretty / queen of New York city) e struggente (we kissed on a corner / and then danced through the night), mentre il coro della Polizia di New York canta Galway bay (the boys of the NYPD choir / were singing Galway bay / and the bells were ringing out / for christmas day). Ma siccome la vita è piena di delusioni, alla fine i due si prendono a parolacce (you’re a bum / you’re a punk / you scumbag you maggott / you cheap lousy faggot) e chiudono con un grandioso ‘buon natale del cavolo, spero sia l’ultimo’. Nell’ultima strofa lei si lamenta perché lui le ha rovinato la vita (you took my dreams away / when I first met you) ma lui insiste (non te li ho tolti, i tuoi sogni: li ho fatti miei, ho costruito i miei sogni intorno a te), ma è decisamente troppo tardi. Un capolavoro.

Cheremone’s corner: le canzoni che si ascoltano a 15 anni non si scordano mai.

Pregnanza socio culturale: è una canzone senza tempo, la migliore canzone natalizia di sempre. Piango ogni volta che l’ascolto. La faccia di Shane McGowan è inoltre un’eccellente sensibilizzazione ai rischi dell’alcolismo. Un po’ fatua la recente polemica sulla parola ‘faggot’.

La si trova qui: ci sono svariate antologie sia dei Pogues sia di lei
6 ottobre 2007
musica
joy division - love will tear us apart (1980)
Chi sono questi: un quartetto inglese originario di Manchester. La loro brevissima carriera era incentrata intorno all'Haçienda e alla Factory, la casa discografica fondata da Tony Wilson. Il loro primo album fu Unknown pleasures (1979), l’ultimo Closer (1980). La storia finì presto, con il tragico suicidio del cantante Ian Curtis. Gli altri tre decisero di andare avanti e nacquero i New Order. Hanno scritto canzoni memorabili, come She’s lost control (che parla di epilessia, condizione di cui soffriva lo stesso Ian) o Atmosphere, oltre a questa Love will tear us apart.

La musica: è in assoluto la loro canzone più commerciale e diretta, perfetta sintesi di chitarra e tastiera e un ritornello di otto note semplicemente perfetto.

Le parole: mi sono sempre chiesto se il titolo voglia dire qualcosa come ‘l’amore ci separerà’ (cioè ci lasceremo) o ‘l’amore ci farà a pezzi’ (nel senso che ognuno di noi sarà distrutto dall’amore), comunque quello che conta è che non sia esattamente una canzone ‘allegra’. Dentro c’è tutta l’angoscia delle cose che finiscono, e una delle strofe più belle mai scritte: ‘c’è uno strano sapore nella mia bocca / ora che la disperazione prende il sopravvento’. Come una scure per il mare gelato dentro di noi, direi, citando Kafka.

Cheremone’s corner: Ho scoperto i New Order nel 1987 e da lì sono andato indietro, fino ad arrivare a Unkwon pleasures. Da quel momento, le canzoni dei JD sono la colonna sonora dei momenti cupi o di quelli in cui piace ricordare i momenti cupi. Quando muore qualcuno a cui voglio bene, metto Atmosphere e piango.

Pregnanza socio-culturale: per quanto tecnicamente i JD non abbiano mai venduto milioni di dischi, la loro influenza su tutto quanto è venuto dopo è semplicemente incommensurabile. Ora c’è anche un film sulla vita di Ian Curtis (e Love will tear us apart è l’epigrafe sulla sua tomba).

La si trova qui: nelle antologie Substance e Permanent.
23 settembre 2007
musica
pet shop boys - integral (2006)
Chi sono questi: Neil Tennant e Chris Lowe sono un’istituzione della musica pop, attivi dal 1984 (quando uscì una prima versione della storica West End Girls). Sono ufficilmente il duo di maggior successo della storia (più degli Wham! e di Simon & Garfunkel – e di Hall & Oates, vabbé). Oltre a fare dischi ‘normali’, hanno fatto un film (It couldn’t happen here), un musical con Jonathan Harvey (Closer to heaven) e la colonna sonora della Corazzata Potemkin (qui la mia esperienza in materia). Grazie a loro, Go west dei Village People è diventata un inno da stadio (oh eh, Paris Saint-Germain, pare) e gli inglesi sanno il significato di ‘paninaro’.

La musica: esattamente come uno se l’aspetta. Peccato che il remix usato per il video non sia granché.

Le parole: La canzone ha origine come protesta contro il piano del governo Blair di imporre una carta d’identità obbligatoria per tutti – va detto che nella nostra legislazione ciò non ha nulla di strano, ma nel diritto anglosassone è una cosa inaudita. La cosa ovviamente non si ferma qui, e la canzone rappresenta uno scenario da incubo rispetto al quale 1984 di Orwell è roba da dittatori alle prime armi. Comincia con un concetto ben adatto a qualsiasi dittatura che cerca di violare i diritti alla privacy dei cittadini (quando dicono ‘se non hai fatto nulla di male, non hai nulla da temere’ o ‘se hai qualcosa da nascondere, non dovresti nemmeno essere qui’) e delinea poi la tragica realtà (‘ci stiamo muovendo verso una situazione in cui la tua vita si riduce ad una somma di informazioni’) e alla fine si soccombe tutti ad un SISTEMA che è ormai ‘sterile’, ‘immacolato’, ‘razionale’ e ‘perfetto’. Fa paura, molta paura.

Cheremone’s corner: E’ come sparare sulla croce rossa. Li seguo ossessivo-compulsivamente dai tempi di Suburbia, li ho visti dal vivo tre volte e ho tutto, ma proprio tutto, quanto hanno pubblicato. Ho persino un ‘laserdisc’ e un ‘video cd’.

Pregnanza socio-culturale: al momento, nessuno ha tentato la rivoluzione spinto da Integral. Ma il video che sta qua sotto pare sia una cosa iper-moderna: non mi è chiarissimo come, ma usando un cellulare con camera digitale, se si riesce a leggere le schermate in bianco e nero tramite una funzione che legge i codici a barre, si accede a siti che trattano argomenti inerenti il testo della canzone. Il mio cellulare fa a mala pena le telefonate e ha la funzione ‘sveglia’, quindi non ho capito nulla di quanto ho appena scritto. Qui se ne parla un po’ meglio.

La si trova qui: nell’album Fundamental, nel dvd Cubism e nel nuovo Disco 4.

25 agosto 2007
musica
human league - don't you want me (1981)
Chi sono questi: storico gruppo elettronico inglese, in giro più o meno dal 1977 (questo è il loro trentennale), con varie formazioni (gli Heaven 17 derivano da una loro costola). Al centro della ‘cosa’ c’è Philip Oakey, accompagnato da due fanciulle. Nei primi anni ’80 hanno fatto cose meravigliose (oltre a Don’t you want me, meritano un posto negli annali almeno Being boiled - la cosa più Kraftwerk non fatta dai Kraftwerk - , The Lebanon e Together in electric dreams, tecnicamente ad opera del solo Oakey con Giorgio Moroder)

La musica: decisamente elettronica, ma d’altronde questi erano dei puristi. Pare che gli Human League rimasero sconvolti quando i loro vicini di studio (i Pet Shop Boys che stavano lavorando a Behaviour) usarono una vera chitarra (Johnny Marr, per la cronaca). Pare infine che originariamente non volessero pubblicare Don’t you want me perché ‘troppo commerciale’.

Le parole: qui c’è materiale per un film o per un romanzo; in breve, Phil va da una delle ragazze e le ricorda che, senza di lui, lei non sarebbe nessuno (facevi la cameriera quando ti ho incontrato) e che deve quindi tornare con lui (non scordarti che sono stato io a portarti dove sei adesso e posso toglierti tutto!); lei però gli ribatte che i tempi sono cambiati, che sono stati bene insieme (i cinque anni che abbiamo avuto sono stati tanto divertenti) ma che ora lei se la cava da sola e che non ha bisogno di lui (adesso è ora che viva la mia vita). Ma lui non sa rassegnarsi e, pateticamente, la supplica (ma davvero non mi vuoi?). Struggente.

Cheremone’s corner: Per quanto all’epoca di questa canzone avessi solo 9 anni, mi ricordo chiaramente che ne rimasi estasiato; gli Human League prima e i Depeche Mode (via Martin L. Gore) poi mi convinsero che ogni gruppo dovesse necessariamente avere un elemento sessualmente ambiguo (in realtà era tutto prodotto di una cosa post-moderna chiamata ‘new romantic’, ma all'epoca non lo sapevo).

Pregnanza socio-culturale: senza gli Human League non sarebbero esistiti i Depeche Mode (pare che il primo disco comprato da Vince Clark sia stato Being boiled). Il che mi sembra sufficiente. Inoltre, Robbie Williams ha rifatto Louise.

La si trova qui: questa è la raccolta migliore in giro; l’album fondamentale resta Dare.

10 agosto 2007
musica
blondie - atomic (1980)
Chi sono questi: il gruppo di Debbie Harry, fondamentalmente. Pare che lei facesse la coniglietta di Playboy, prima. A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 hanno fatto canzoni essenziali (Call me, The tide is high, Heart of glass), capaci di rendere accessibile alle masse quello che tecnicamente era punk. Si sono sciolti intorno al 1982 per poi tornare insieme nel 1999 (Maria) ma ora sono di nuovo in pausa e Debbie ha ripreso la sua carriera solista.

La musica: i primi quattordici secondi dicono tutto quello che bisogna sapere su come si suona la chitarra.

Le parole: in tutto, credo siano 11, organizzate diversamente (make, me, tonight, it, right, magnificent, your, hair, is, beautiful e atomic). Malgrado ciò, la canzone è molto più pregnante di tutta la discografia di, chessò, uno Sting.

Cheremone’s corner: ho vaghi ricordi d’infanzia di Heart of glass e considero I want that man (un singolo solista di Debbie del 1989) più importante della magna charta libertatum.  Alcune loro canzoni sono, semplicemente, perfette.

Pregnanza socio-culturale: Debbie Harry ha inventato Madonna. Punto. (Inoltre c'è un suo poster nel video di New York City Boy dei Pet Shop Boys)

La si trova qui: credo ci siano in giro più raccolte che album originali. Io ho questa.

2 agosto 2007
musica
dusty springfield - I close my eyes and count to ten (1968)
Chi è questa: la migliore cantante inglese della storia, scomparsa nel 1999. Dal 1963 al 1969 ha dominato le classifiche di mezzo mondo (non si può non ricordare You don’t have to say you love me, che poi sarebbe la versione inglese di Io che non vivo più di un’ora senza te di Pino Donaggio o All I see is you, che secondo me assomiglia pericolosamente a In ginocchio da te di Gianni Morandi). Nel 1969 ha fatto un album (Dusty in Memphis) entrato diretto nella storia. I dischi degli anni ’70 e degli anni ’80 sono stati ignorati da tutti, fino al 1987, quando i Pet Shop Boys la recuperarono per la meravigliosa What have I done to deserve this e le produssero mezzo album (Reputation, del 1990). Il fatto che a suo tempo avesse rifiutato di esibirsi in Sud Africa per un pubblico di soli bianchi le fa onore.

La musica: i primi trenta secondi con il pianoforte, poi la sua voce poi il climax che esplode fino al primo minuto sono da manuale. Il fatto che la canzone sviluppi al suo interno tre o quattro melodie diverse fa capire quanto la musica degli anni ’60 fosse superiore.

Le parole: di tutte le canzoni di Dusty ho scelto questa perché un testo così semplice e così meraviglioso è raro. Presente quando ci si innamora ed è tutto talmente bello che uno crede di sognare e quando riapre gli occhi scopre che è tutto vero? Ecco, questa è I close my eyes and count to ten.

Cheremone’s corner: essendo meno vecchio di quanto i più credono, ho ‘scoperto’ Dusty tramite le collaborazioni con i Pet Shop Boys (sì, anche tramite la ripresa di I only wanna be with you da parte di Samantha Fox) e da allora mi sono immerso nel suo catalogo. La sua è una di quelle voci che commuoverebbero anche se cantassero l’elenco del telefono; potete immaginare l’effetto che fa con un repertorio quale il suo.

Pregnanza socio-culturale: un’icona, da sempre presente nell’immaginario pop; recente (e notevole) la cover di questa canzone da parte di Marc Almond; Elvis Presley riprese You don’t have to say you love me negli anni ’70; i più avranno presenti gli White Stripes che rifanno la sua I just don’t know what to do with myself o ricorderanno Son of a preacher man nella colonna sonora di Pulp fiction. Secondo me, Dusty merita di più (chessò, una strada o una città a suo nome).

La si trova qui: in svariate antologie, come questa; tutti comunque dovrebbero avere in casa una copia di Dusty in Memphis.

(niente video, solo la musica)

free music
15 luglio 2007
musica
shirley bassey - climb ev'ry mountain (1961)
Chi è questa: Meravigliosa cantante gallese, nata nel 1937, ha inciso il brano portante della colonna sonora di un paio di film di James Bond, come Goldfinger e Diamonds are forever (anche quello del film con Roger Moore nello spazio, ma nessuno lo ricorda – ci sarà una ragione). Nel 1999 è stata nominata dalla regina ‘dama dell’impero britannico’ o qualcosa del genere. A 70 anni compiuti, non ha ancora intenzione di fermarsi, ha recentemente pubblicato un nuovo album e qui canta Get the party started di Pink.

La musica: Climb ev’ry mountain viene dal musical del 1959 di Rodgers e Hammerstein The sound of music, noto in Italia come Tutti insieme appassionatamente (il film con Julie Andrews è del 1965). Nel film, il brano è cantato dalla madre badessa quando spiega a Maria che la cosa più importante è seguire i propri sogni. Essendo un musical, la canzone è, ipso facto, un filino camp e richiede una notevole estensione vocale per essere eseguita. Attenzione: contiene orchestra.

Le parole: Scala ogni montagna / Cerca da una parte e dall’altra / Segui ogni via, ogni sentiero che conosci / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui  ogni arcobaleno finché trovi il tuo sogno / Un sogno che avrà bisogno di tutto l’amore che potrai dare / Ogni giorno della tua vita, fino a quando vivrai / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui  ogni arcobaleno finché trovi il tuo sogno / Un sogno che avrà bisogno di tutto l’amore che potrai dare / Ogni giorno della tua vita, fino a quando vivrai / Scala ogni montagna, guada ogni fiume / Segui ogni arcobaleno finché trovi il tuo... sogno! (cantato ‘dreeeeeeeeeeeeeeeam’). Non scrivono più cose così.

Cheremone’s corner: Non ricordo bene quando, ma un certo punto stavo a Londra e finii in un cinema (questo qua) in cui organizzavano una serata interamente dedicata al film. Nella ‘cosa’ (cercherò di descriverla ma sarà tosta), una drag queen faceva da presentatrice, vestita con una tenda verde (citazione dal film, quando Maria cuce dei vestiti da gioco per i bambini) e anche un sacco di gente del pubblico era vestita come i personaggi del film (suore con i baffi e cose del genere). Il film stesso era sottotitolato tipo karaoke e tutti dovevano cantare e fare determinate cose nei vari momenti della storia (tipo fare la ‘ola’ ogni volta che si inquadrava una montagna o stappare una bottiglia di champagne quando Maria e il colonnello si baciano). E’ stata la serata più surreale della mia vita (qui il sito!). Da quel momento, era ovvio che The sound of music diventasse un mio imprescindibile punto di riferimento nel compiere le scelte della mia vita.

Pregnanza socio-culturale: The sound of music è, semplicemente, il più importante film mai girato. Pare che un intero episodio di Will & Grace sia dedicato ad esso, consacrando il fatto che ci sia qualcosa di intrinecamente gay nell’opera, probabilmente perché Maria cerca di essere se stessa o qualcosa del genere. Il che vale per tutti.

La si trova qui: c’è un’antologia che la contiene; la colonna sonora del musical dovrebbe essere regalata dallo stato ad ogni cittadino appena nasce.

Nel video qua sotto a cantare non è Shirley Bassey, ma la madre badessa:

18 giugno 2007
musica
the clash - london calling (1979)
Chi sono questi: gruppo inglese nato con il punk a metà degli anni ’70, il cui nucleo essenziale comprendeva Joe Strummer (morto cinque anni fa), Mick Jones (poi nei B. A. D. , nonché produttore dei Libertines) e Paul Simonon (ora in The Bad, The Good & The Queen). Mentre i Sex Pistols erano essenzialmente cretini e/o nichilisti, i Clash sono sempre stati molto seriosi e musicalmente molto più aperti, mescolando il punk con il reggae e lo ska. Il fatto che abbiano fatto un triplo (!) album chiamato Sandinista aiuta a collocarli. Pochi gruppo hanno fatto la colonna sonora della storia inglese, i Clash lo sono per definizione, più dei Beatles.

La musica: Il rock and roll, come dovrebbe essere.

Le parole: che dire? La vecchia Inghilterra è morta (‘phoney Beatlemania has bitten the dust’ , e il fatto che sia ‘phoney’ fa un sacco Giovane Holden) e quella nuova non se la passa bene (‘now war is declared’) nell’era atomica. Londra brucia, ma io vivo sul fiume...

Cheremone’s corner: ricordo una terrificante settimana bianca in quinto ginnasio in cui in stanza ascoltavamo solo i Sex Pistols e i Clash, essenzialmente perché le canzoni contenevano parolacce (nel caso dei Clash, ci pareva inoltre che Should I stay or should I go contenesse una bestemmia in italiano – in realtà è spagnolo e non è una bestemmia ma dice ‘yo me frio o lo sophlo?’). Diciamo che all’epoca non mi piacevano granché. Cresciuto, intorno al 1990 ho cominciato ad ascoltarli in modo diverso (essenzialmente perché The guns of Brixton la base di Dub be good to me dei Beats International) e, mentre i miei compagni probabilmente ora ascoltano Biagio Antonacci, io sto sempre dalle parti di Combat Rock...

Pregnanza socio-culturale: Gigantesca. Ascoltare London calling dopo gli attentati londinesi del 7/7 mette i brividi. Giova anche ricordare che Rock the casbah è stata la canzone con la quale è partito l’attacco a Baghdad durante la prima guerra del golfo. Inoltre, qui Tony Blair ‘canta’ Should I stay or should I go

La si trova qui: Svariate raccolte in commercio (la più recente si chiama The Singles) ma vale la pena procurarsi l’omonimo album, anche solo per la storica foto di copertina .

10 giugno 2007
musica
edith piaf - non, je ne regrette rien (1960)
Chi è questa: Una leggenda assoluta. Una voce meravigliosa, una vita inenarrabile, delle canzoni struggenti. Nulla le renderà mai giustizia.

La musica: Molto anni ’60 nell’arrangiamento, sotto sotto è una canzone anni ’50, da localino parigino pieno di fumo.

Le parole: Innanzitutto, il modo in cui pronuncia rrrrien è ineguagliabile. Oltre a questo, il testo è meraviglioso. Essenzialmente, è una riflessione su una vita vissuta fino in fondo senza rimpianti fino al momento in cui si incontra una persona speciale con la quale si può ripartire da zero. Qua il testo in francese.

Cheremone’s corner: Da piccolo ricordo la cover di La vie en rose da parte di Grace Jones, ma solo qualche anno dopo ho comprato una prima raccolta. Quando sto a Parigi, vado sempre al cimitero Père-Lachaise: la prima tappa è la tomba di Oscar Wilde, la seconda è la sua (qui l’ultima visita).

Pregnanza socio-culturale: Edith Piaf è un monumento e, insieme a La vie en rose, questa canzone è la cosa migliore mai uscita dalla Francia.

La si trova qui: L’antologia che ho io è fuori commercio. Esiste un cofanetto da 20 cd (!) che racchiude tutto ciò che ha inciso.

29 maggio 2007
musica
johnny cash - san quentin (1969)
Chi è questo: tecnicamente, un cantante country; in realtà, il più importante cantautore uscito dagli Stati Uniti d’America e l’unica, vera rock-star. La sua carriera ha attraversato cinquant’anni nei quali ha cantato davvero di tutto, canzoni comiche (A boy named Sue), canzoni drammatiche (Hurt), canzoni che solo lui poteva cantare (The man in black), canzoni di chiesa (We’ll meet again this side of heaven) e, come comprensibile, anche un certo numero di canzoni orrende. Il punto essenziale è che ha sempre cantato di cose vissute in prima persona, dalla droga (Cocaine blues), al carcere (Folsom prison blues) alla fede in Dio (ci sono parecchi suoi album di canzoni religiose, tra cui il recente My mother’s hymns book).

La musica: la canzone è registrata dal vivo nel 1969, quando Johnny Cash tenne un concerto nel carcere californiano di San Quentin, dove aveva cantato già altre volte. La canzone, scritta per l’occasione, è un piccolo classico: batteria di sottofondo, chitarra acustica e la voce, caldissima. Ma quello che conta è il testo e, ancora di più, la reazione dei carcerati.

Le parole: Comincia con ‘San Quentin, per me sei stata un inferno in terra’ e il pubblico subito esplode, dando via ad una semisommossa sedata a corpi di manganello. ‘San Quentin, odio ogni tuo centimetro’. ‘Signor parlamentare, lei non può capire’. ‘San Quentin, credi che sarò diverso, fuori di qui?’. ‘San Quentin, possa tu marcire e bruciare all’inferno, possano le tue mura crollare ed io sopravvivere’. ‘Possa tutto il mondo scordarsi della tua esistenza e sapere che non sei servita a niente’. Al che seguono 1 minuto e 20 secondi di sommossa, con Johnny Cash che chiede alle guardie (‘se mi vogliono ancora parlare’) un bicchier d’acqua. Quando poi, come bis alla fine del concerto, ricanta la canzone, con i carcerati che ancora rumoreggiano, uno capisce il senso di un disco dal ‘vivo’. Dentro questa canzone c’è la vita, in tutta la sua crudezza.

Cheremone’s corner: Come tutta la mia generazione, ho conosciuto Johnny Cash via Rick Rubin, il produttore che, negli anni ’90, lo ha fatto risorgere commercialmente e criticamente con la serie di album American recordings. Dalle cover di Personal Jesus dei Depeche Mode e Hurt dei Nine Inch Nails al suo catalogo, il passo è stato breve. The man in black non è una canzone, è un manifesto di vita e Johnny Cash è un profeta. E la risposta dei carcerati a San Quentin mi mette i brividi ogni volta.

Pregnanza socio-culturale: Non credo servisse un film (Walk the line) per rendergli giustizia. Qualsiasi discorso sugli Stati Uniti deve necessariamente parlare di Johnny Cash, sennò sono vuote parole, à laZucconi. Più amenamente, è sua la voce del coyote che guida Homer in una puntata dei Simpsons.

La si trova qui: in svariate antologie, ma vale la pena procurarsi l’intero album Live at San Quentin, meglio se con annesso dvd.

25 maggio 2007
musica
the cure - killing an arab (1979)
Chi sono questi: Essenzialmente, dati i continui cambi di formazione, il gruppo di supporto di Robert Smith. Universalmente noti come gruppo ‘dark’, hanno avuto inizi più sul punkeggiante (come questa Killing an arab o quel gioiello che è Boys don’t cry). In una carriera più che decennale, hanno avuto momenti cupi (Faith, Pornography, Disintegration), allegrotti (Friday I’m in love), imbarazzanti (The 13th) e geniali (Just like heaven, Cut here). L’ultimo album è del 2004 e qui si aspetta, comprando le ristampe, ovviamente.

La musica: arabeggiante, dato il titolo e le atmosfere algerine (in compenso il video è girato tipo in Norvegia). Poi arriva chitarra.

Le parole: Per quanto il titolo possa apparire fuorviante, la canzone non ha nulla né di anti-arabo né di anti-islamico. Il testo è basato su Lo straniero di Albert Camus, solo per dire che i Cure sono un filino dotti (How beautiful you are, tanto per dirne un’altra, è Gli occhi dei poveri di Baudelaire). Il senso ultimo della cosa è che nulla ha senso e che l’esistenza umana è insopportabile. E che il colonialismo francese è il male.

Cheremone’s corner: Intorno al 1985, la nipote dei proprietari dell’albergo in cui stavo in vacanza coi miei condivideva con me una perversa passione per Scialpi (capita) e, nello stesso tempo, aveva una cassetta (erano gli anni ‘80) dei Cure con Boys don’t cry. Da quel momento, ho smesso di stare appresso a Scialpi e mi sono spostato su altri lidi. Ricordo chiaramente di essere stato alquanto turbato dal video di Close to me. Kiss me kiss me kiss me è stato quindi il secondo cd che ho comprato, tipo (‘why won’t you ever know that I’m in love with’, e simili). From the edge of the deep green sea è stata la mia colonna sonora dell'estate del 1992. Da allora, non c’è giorno in cui non senta una loro canzone. E una volta sono anche andato a un loro concerto vestito come Robert Smith... e non ero solo...

Pregnanza socio-culturale: il solo fatto che i ggiovani conoscono Camus grazie ai Cure è significativo. Va però fatto notare che quest’anno in classe ho un paio di fanciulli cui sto facendo conoscere i Cure grazie a Camus. O tempora o mores.

La si trova qui: nell’antologia Staring at the sea, che tra l'altro prende titolo dal testo di questa canzone: 'standing on a beach with a gun in my hand / staring at the sea staring at the sun'

21 maggio 2007
musica
new order - true faith (1987)
Chi sono questi : più o meno quello che rimase dei Joy Division (il miglior gruppo rock inglese. Punto. ), dopo il suicidio del loro cantante, Ian Curtis . Era il 1980 e i tre rimasti, come la celebre fenicie che rinasce dalle ceneri, non misero la chitarra al chiodo, ci aggiunsero parecchie tastiere ed iniziarono un avventura che, tra alti e bassi, dura ancora. Da allora i New Order hanno scritto pagine memorabili, reinventando la musica dance ( Blue monday ), portandola a Ibiza e sopravvivendo (l’album Tecnique ), scrivendo l’unica bella canzone che parla di calcio ( World in motion ), inventando gli anni ’90 ( Regret ), facendo comunque le rock star ( Get ready ), onorando i Kraftwerk e tornando alle origini ( Krafty e Waiting for the sirens’ call ) e così via. Hanno anche trovato il tempo di seguire progetti paralleli: il bassista Peter Hook ha fatto due dischi con un amico suo, a nome Monaco ; Stephen Morris e moglie hanno fatto gli Other Two ; il cantante, Bernard Sumner , ha fatto gli Electronic con Johnny Marr degli Smiths , perché i geni lavorano spesso insieme (e infatti con loro hanno collaborato anche i Pet Shop Boys ). Ora si sono sciolti e non so se preoccuparmi per davvero, visto che l’hanno fatto altre volte. E infatti ora c’è una smentita

La musica : tanto per cominciare, alla produzione c’è Stephen Hague , e si sente. Poi c’è una meravigliosa batteria, poi le tastiere, poi la chitarra. Quando, dopo 35 secondi, comincia il cantato, si è già altrove . Nessuno canta come Bernard Sumner

Le parole : Come spesso accade per i New Order , il titolo non appare nel testo del brano, ma di suo è già alquanto significativo. Vera fede in cosa , esattamente? E come spesso accade per i New Order , il testo può essere inteso come una cosa priva di senso o come qualcosa di talmente profondo da sfuggire alla comprensione delle mere menti mortali. La prima strofa già è meravigliosa: Mi sento così straordinario / qualcosa si è impossessato di me / ho l’impressione di muovermi / un improvviso senso di libertà . Il ritornello, poi, con ‘ l’infanzia che ho perso / sostituita dalla paura ’, è una cosa che, se la si sente a 15 anni, non si scorda. Poi parla anche di droga e del fatto che uno si aspetta di trovare la luce nell’ombra. Geni.

Cheremone’s corner : erano i tempi di Deejay Television , ricordo chiaramente la prima volta che vidi il video (spettacolare), in montagna, quando andai per la prima volta in vacanza da solo (avevo 15 anni e parecchia confusione in testa). A Deejay Television , insomma, facevano una rubrica, si chiamava ‘ story ’, in cui mettevano come sottotitolo la traduzione delle canzoni che passavano (l’altra rubrica, ‘ sing a song ’, metteva il testo originale, tipo karaoke ) e per la prima volta capii che le canzoni dicevano qualcosa. Dentro True faith c’era tutto (vedi sopra). Sarò empio, adolescenziale o semplicemente stupido, ma appena partono le prime note mi faccio il segno della croce.

Pregnanza socio-culturale : Elevata, direi. L’influenza dei New Order su tutto è innegabile (i Killers si chiamano così perché un gruppo con tale nome appare nel video di Crystal !), quanto a True faith per se , beh, se un gruppo ha la chitarra e la tastiera, True faith è presente da qualche parte

La si trova qui : True faith non è mai apparsa su album; si trova comunque nella loro più recente raccolta, Singles .

4 maggio 2007
musica
depeche mode - personal jesus (1989)
Chi sono questi: Tre ‘fanciulli’ inglesi (all’inizio quattro, poi tre, poi di nuovo quattro, da qualche anno tre – è complicato, ma non è colpa mia): nel nucleo originario c’era Vince Clark (che poi è andato a scoprire Alison Moyet e con Andy Bell ha fatto gli Erasure) ma se n’è andato subito (1981). Gli altri sono Alan Wilder (fuori dal 1995), Andrew Fletcher, Martin L. Gore (l’autore del 99.9% delle canzoni) e Dave Gahan. All’inizio erano allegrotti e poppettari, nel 1986 si sono fatti cupi (l’album Black celebration) e da allora lo sono rimasti, conquistando nel frattempo il mondo (gli album più venduti restano Violator del 1990 e Songs of faith and devotion del 1993). Hanno avuto anche ‘qualche’ problema di droga e di morte clinica per due minuti (a Los Angeles, nel ‘96). It’s no good del 1997 è un capolavoro. L’ultimo album (Playing the angel) è del 2005, ed è un po’ meglio del precedente Exciter. Qui il loro sito. Vederli dal vivo resta un’esperienza mesmerizzante.

La musica: A denti stretti, bisogna ammettere che la ‘chitarra’ non stona. Notevole la batteria.

Le parole: Ci si potrebbe scrivere una tesi di laurea. Diciamo che parla dei telepredicatori americani, quelli che se alzi la cornetta e li chiami ti promettono la felicità. E quindi in realtà potrebbe parlare di uno spacciatore che contatti per telefono. Intrigante.

Cheremone’s corner: Singolo comprato appena uscito in quella che poi sarebbe diventata una libreria Mondadori a piazza Cola di Rienzo (nel 1989, quando il concetto di ‘cd singolo’ lasciava perplessi molti negozianti), concerti al Palaeur (1990 e 1993), il fatto che Songs of faith and devotion sia uscito esattamente quando ne avevo bisogno. Violator resta nella mia top 3 degli album perfetti. I DM non sono un gruppo, sono una religione.

Pregnanza socio-culturale: Notevole. Non solo Personal Jesus ha portato i DM alla conquista del mondo, ma negli ultimi anni è stata ripresa dal compianto Johnny Cash ed è alla base di Beware of the dog di Jamelia. Purtroppo è stata rifatta anche dai Marylin Manson. I Depeche Mode piacciano anche ad alcuni 15enni della mia classe, senza che io gliene abbia mai parlato: l’altro giorno una fanciulla scriveva su un foglio all I ever wanted / all I ever needed is here / in my arms (da Enjoy the silence)

La si trova qui: in svariate antologie (tra cui il recente Best Of – Volume 1) e nell’album da cui è tratta (Violator)



27 aprile 2007
musica
fiamma fumana - bella ciao (2003)
Chi sono questi: un gruppo emiliano che fa cose notevolissime, tipo mescolare elettronica e canti popolari italiani, cori delle mondine e non solo. Nei primi due album, la voce è quella di Fiamma, poi col terzo disco (Onda) si sono un po’ persi per strada (ci canta Jovanotti). Pare derivino dal nucleo originario dei Modena City Ramblers. Hanno un sito e un blog, e più successo nel mondo che in Italia.

La musica: La storia della melodia si perde nella notte dei tempi, pare fosse una cosa di fine ‘800.

Le parole: Forse non tutti sanno che il primo testo attestato non aveva nulla a che fare con la guerra partigiana, ma era appunto un canto di mondine (Il capo in piedi col suo bastone / O bella ciao, bella ciao, bella ciao / Il capo in piedi col suo bastone e noi lì curve a lavorar). Il testo più noto (Una mattina mi son svegliato /  o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! / Una mattina mi son svegliato ed ho trovato l'invasor) fa invece esplicitamente riferimento alla guerra di liberazione contro ‘l’invasore’. Da notare che, concettualmente, è molto più ‘comunista’ la versione originale che quella più nota, come si può notare dal ‘padrone’ in piedi mentre le donne sono chine a lavorare. I FF con candore filologico cantano con le mondine di Novi la versione più lenta, quella da risaia. C’è voglia di libertà, in questa canzone.

Cheremone’s corner: Me la cantavano da bambino, tipo. Nella versione partigiana, visto che mio nonno non era una mondina.

Pregnanza socio-culturale: Immensa. E’ stata ricantata più o meno da tutti. Dimostrazione che la musica fa davvero da colonna sonora alla vita delle persone e alla Storia. Malgrado Michele Santoro.

La si trova qui: la versione dei Fiamma Fumana è su Home.

23 aprile 2007
musica
the smiths - panic (1986)
(In attesa del restyling del ‘blog’, una nuova versione della rubrichetta ‘songs’. Questa gioiosa ‘novità’  - che nasce essenzialmente perché correggere i compiti di greco è sempre deprimente – che fare se ad aprile si confondono imperfetti con aoristi? - parte dal testo di cui sotto, in cui Morrissey si lamenta che la radio suoni solo canzoni che ‘non dicono nulla su di me e sulla mia vita’. Ecco, le canzoni di questa ‘rubrica’ non dovrebbero essere così)

Chi sono questi: Probabilmente il miglior gruppo inglese di sempre (sì, meglio dei Beatles). Erano quattro, ma il nucleo essenziale era composto da Morrissey (testi e voce) e Johnny Marr (musica e chitarra). Attivi dal 1982 al 1987, hanno raggiunto un livello di scrittura incommensurabile e hanno cambiato la vita di milioni di adolescenti sofferenti. Poi hanno litigato (di brutto) e Morrissey ha fatto capolavori anche da solo, mentre Johnny Marr si è dato ora ai The The ora agli Electronic e resta il più grande chitarrista della sua generazione. Per saperne di più, c’è un libro

La musica: Panic è, essenzialmente, Metal guru dei T. Rex, con in più l’inconfondibile chitarra di Johnny Marr

Le parole: Leggenda metropolitana vuole che alla radio della BBC, subito dopo aver dato notizia dell’incidente nucleare alla centrale di Chernobyl, il dj non abbia trovato nulla di meglio da suonare che la fastidiosa I’m your man degli Wham!. Il ‘panico’ per le strade di Londra, Birmingham, Leeds, Carlisle, Dublin, Dundee, Humberside e in generale nelle città di provincia (il modo in cui Morrissey pronuncia ‘provincial towns’ vale l’intera carriera di un sacco di gente) sarebbe quello dell’incombente inverno atomico. Ma siccome alla BBC di certo non mettono su canzoni che dicano qualcosa di importante ma, appunto, gli Wham!, il ritornello diventa un inquietante ‘impiccate il dj!’ ripetuto ad lib. da un coro di bambini. Geniale.

Cheremone’s corner
: Vaghi ricordi d’infanzia legati al video diretto da Derek Jarman (regista capace di traviare una giovane mente, va detto), ma per me gli Smiths sono stati una scoperta tardiva (1992, There is a light that never goes out e simili)


Pregnanza socio-culturale
: Immensa. A maggior ragione dopo gli attentati londinesi del luglio 2006. Non è infine colpa degli Smiths se i Panic! At The Disco hanno preso il loro nome da qui.


Lo si trova
: su The world won’t listen, una compilation del 1987 (e il  primo disco degli Smiths che ho comprato)

8 ottobre 2006
musica
song 019 - when you were young

The Killers when you were young

    Non mi è chiarissimo perché tanti recensori tirino in ballo Bruce Springsteen, parlando del nuovo album dei Killers, Sam's Town - li sfotte un po'
il recensore del New Musical Express
    Sarà per l'idea di spazi aperti? Ma bastano gli U2 di Where the streets have no name
    Per l'uso della parola Jesus? Ma basta essere americani. 
    Lasciato dunque da parte Bruce Springsteen, uno si chiede perché 'sti fanciulli colpiscano dritti al cuore, e non nel senso che sono carucci (ho ufficialmente deciso,
dopo lunghe meditazioni, che Brandon sta male, coi baffetti). 
    Beh, perché fanno canzoni come 
Mr. Brightside e come questa, When you were young, che già dal titolo non può non interessare. 
    Mentre la citata Mr. Brightside cominciava, aristotelicamente, da una situazione positiva (I'm coming out of my cage / and I’ve been doing just fine) per poi farsi tragedia (Now they’re going to bed /and my stomach is sick) e infine farsa (Destiny is calling me), questa comincia col dramma (You sit there in your heartache) per poi svolgersi come una commedia a lieto fine e, come vedremo, per chiudersi in maniera troppo malinconica per credere a un banale happy ending (si nota che la mia tesi di laurea era sulla tragedia greca? No?).     
    Comincia col dramma, si diceva. 
    Lei se ne sta lì, con le sue pene d'amore ad aspettare quel meraviglioso fanciullo che tutto cambi (waiting on some beautiful boy to / to save you from your old ways - ah! l'anafora del to!) ed ecco, colpo di scena, arriva (watch him now, here he come!) ma - c'è sempre un ma, lei se lo aspettava diverso, il salvatore, se lo aspettava come Gesù, cosa che lui pare non essere (He doesn't look a thing like Jesus) anche se però si comporta assai bene, come un gentiluomo dei tempi andati (he talks like a gentleman), proprio come lei se lo immaginava da giovane (like you imagined when you were young). 
    E da questo punto la canzone passa da "carina" a "ommioddio", visto che tocca la corda del rimpianto, del ricordo, del poteva essere ma non è stato
    La voce di Brandon si muove sulla seconda strofa in maniera epica (ah! gli U2 quando si impegnavano! altro che un, dos, tres, quatorze, Vertigò!) fino al secondo ritornello in cui ci troviamo a cavallo di un uragano (We’re burning down the highway skyline / on the back of a hurricane) iniziato quando tu eri giovane
    Tipo ottovolante, si torna in basso, a occhi chiusi (and sometimes you close your eyes), a ripensare ai posti (and see the place where you used to live) in cui vivevi da giovane. 
    Poi un'altra metafora religiosa, dopo Gesù arriva il Diavolo
    Si dice che la sua acqua non sia dolce (They say the devil's water it ain’t so sweet), ma mica devi tracannarla, puoi anche solo bagnarci la punta dei piedi (You don’t have to drink right now / but you can dip your feet), ogni tanto,  no? 
    E quindi si ricomincia, col fatto che non assomiglia a Gesù, ma ci si avvicina parecchio (more than you'll never know). 
    Al che uno resta sfiatato e si augura che questa canzone sia la colonna sonora della propria vita, e non di
un western girato in un bordello in Messico
.

    (
qui il testo e qui una controrecensione)




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19 luglio 2006
corsi e ricorsi

    Questa era la canzone del 19 febbraio 2005...




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12 giugno 2006
song 018 - when the night feels my song

Bedouin Soundclash when the night feels my song

    Ogni tanto ci si imbatte in cose oggettivamente belle. Al momento sono totalmente innamorato di When the night feels my song, singolo di un gruppo canadese, tali Bedouin Soundclash
    La canzone è un po' reggae e un po' gospel ed è m e r a v i g l i o s a
    Qui se ne sentono 30 secondi, qui il video ufficiale e per una spassosa rilettura un filino omoerotica, basta cercare "gay singing guys" su veoh...

I'm on the rocky road,
Heading down off the mountain slope,
And as my steps echo, echo louder than before
Another day is done,
Say good-bye to the setting sun,
See what I found, turn back to the ground just like before
Hey hey hey, hey hey hey (hey!)
A Beautiful Day (hey! hey!)
A Beautiful Day
Hey, hey hey hey
A Beautiful Day (hey! hey!)
A Beautiful Day
When the night feels my song,
I'll be home, I'll be home
Into the undergrowth,
Twist and turn on a lonely road
In the twilight the day turns to night and I'm alone
And when the light has left,
I'm not sure of my every step
Follow the wind that pushes me west back to my bed
Hey hey hey, hey hey hey (hey!)
A Beautiful Day (hey! hey!)
A Beautiful Day.
Hey, hey hey hey (hey!)
A Beautiful Day (hey! hey!)
A Beautiful Day.
When the night feels my song,
I'll be home, I'll be home




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9 maggio 2006
song 017 - i'm with stupid
Pet Shop Boys I'm with stupid

See you on the TV Call you every day Fly across the ocean  Just to let you get your way. No one understands me  Where I'm coming fromWhy would I be with someone who's obviously so dumb?Love comes,  love growsevery time you rise to meet me, take my hand to greet me. Love comes, love grows and power can give a man much more than anybody knows. Oh-oh,I'm with Stupid Before we ever met, I thought like everybody did, you were just a moron, a billion-dollar kid. You flew up all the way, like a hawkchasing a dove. I never thought that I would be a sacrifice in love. It comes, it grows and now we're tied together, everybody knows. Oh-oh, I'm with Stupid. Is stupid really stupid or a different kind of smart?Do we really have a relationship  so special in your heart? I have to ask myself like any lover might: Have you made a fool of me? Are you not Mr Right?You grin, I pose. It's not about sincerity, everybody knows. Oh-oh, I'm with Stupid. Is stupid really stupid or a different kind of smart? That's how you stole my heart...




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10 aprile 2006
song 016 - election day
Arcadia election day







Wild kind of look to the day

Opening eyes impale neon flicker
She moon she turning away
The city's her slave but he's cheating his mistress
She's moody and gray
She's mean and she's so restless (so restless)
All over you as they say
Rumours or rivals yell at the strike force
Hi guys, by the way
Are you aware you're being illegal
It's making your saviour behaviour look evil
'scuse my timing but say
How d'you fit in with this flim, flam and judy


Maximum big surprise
Your smile is something new
I pull my shirt off and pray
We're sacred and bound together
To suffer the heatwave
Pull off my shirt and pray
We're coming up on re-election day
By roads and backway
A lover's chance downwind
Cut open murmurs and sounds
Becalm hands on the skin
Carry further oh...
Entangled strands all sing
Saving some time to slip away
We could dance oh...
Shouldn't be asking
Wild and scheming
Could be my election day
Stretching my luck down the way
To your invitation stretching my body
Use your intuitive play
'cause maybe we have more play time than money
Maximum big surprise
You know something new
I pull my shirt off and pray
We're sacred and bound together
To suffer the heatwave
Pull off my shirt and pray
We're coming up on re-election day

(consueto nonsense di Simon Le Bon, ma mi pare appropriato)



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7 aprile 2006
song 015 - valentine
Delays valentine

I can see a hurricane tonight / It keeps me from my Valentine
This thought I'm staring behind
Raise the alarm and baby, this is the moment to pray dear
But I'd rather lay by your side / 'cause millions are fighting their way here
Now now now, Tell me when did the water surround me?
And tell me is that love in your eyes?
New Orleans will tremble tonight / with bleeding hearts and swaying lights
A very modern machine / it's coming for me
Yeah, maybe this is the moment to say, dear
That I thought I'd have you by now
But sentiment got in the way, dear
Tell me when did the water surround me? And tell me is that love in your eyes?
Tell me when did the water surround me? And tell me is that, is that love?
I can see a hurricane tonight /It keeps me from my Valentine
A very modern machine, it's coming for me
Tell me when did the water surround me?And tell me is that love in your eyes?
Our last night on earth is for living / and tell me is that, is that love?
Just tell me the truth, it makes me feel better, the love in your eyes, it makes me feel better
Tell me the truth, it makes me feel better, the love in your eyes, it makes me feel better




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14 febbraio 2006
song 014 - if love were all
Pet Shop Boys, If love were all

Io credo nel fare quello che posso, nel piangere quando devo, nel ridere quando lo scelgo.Se l'amore fosse tutto, vorrei essere solo

Credo che più ami un uomo, più dai la tua fiducia, più sei destinato a perdere. Però. quando scende la sera, penso che se solo qualcuno splendido davvero avesse bisogno di me, qualcuno affettuoso e buono, le mie preoccupazioni finirebbero, se sapessi che mi vuole avere vicino

Ma credo che, da quando è iniziata la mia via, il massimo che ho avuto sia stata la capacità di divertire

(l'originale è di Noel Coward, tipo, cosa che fa molto anni '20)

(una vera storia d'amore - e di martirio, visto che san Valentino era un martire e non una sottomarca di cioccolatini - sta qui)



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7 novembre 2005
song 024 - jeune et con


Teoricamente, il viaggio d'istruzione con il V L sarà a Parigi. Intanto, credo che la canzone che dica tutto quello che c'è da dire sia questa:

Saez jeune et con

Encore un jour se lève sur la planète France
Et je sors doucement de mes rêves je rentre dans la danse
Comme toujours il est huit heures du soir j'ai dormi tout le jour
Je me suis encore couché trop tard je me suis rendu sourd, encore

Encore une soirée où la jeunesse France
Encore elle va bien s'amuser puisqu'ici rien n'a de sens

Alors on va danser faire semblant d'être heureux
Pour aller gentiment se coucher mais demain rien n'ira mieux

Puisqu'on est jeune et con
Puisqu'ils sont vieux et fous
Puisque des hommes crèvent sous les ponts
Mais ce monde s'en fout
Puisqu'on est que des pions
Contents d'être à genoux
Puisque je sais qu'un jour nous gagnerons à devenir fous


Encore un jour se lève sur la planète France
Mais j'ai depuis longtemps perdu mes rêves
je connais trop la danse
Comme toujours il est huit heures du soir j'ai dormi tout le jour
Mais je sais qu'on est quelques milliards à chercher l'amour, encore

Encore une soirée où la jeunesse France
Encore elle va bien s'amuser dans cet état d'urgence
Alors elle va danser faire semblant d'exister
Qui sait si l'on ferme les yeux on vivra vieux

Puisqu'on est jeune et con
Puisqu'ils sont vieux et fous
Puisque des hommes crèvent sous les ponts
Mais ce monde s'en fout
Puisqu'on est que des pions
Contents d'être à genoux
Puisque je sais qu'un jour nous nous aimerons
Comme des fous


Encore un jour se lève sur la planète France
Où j'ai depuis longtemps perdu mes rêves je connais trop la danse
Comme toujours il est huit heures du soir j'ai dormi tout le jour
Mais je sais qu'on est quelques milliards à chercher l'amour




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20 settembre 2005
song 023 - all the way

new order all the way

 

It doesn't take a genius to tell me what I am

or lecture me with poetry and tell me that I can

I don't remember what happened yesterday

but I don't give a damn about what all those people say


It takes years to find the nerve to be apart from what you've done,

to find the truth inside yourself and not depend on anyone


It don't take no Houdini to tell me what I am.

Parasites and literasites, they'd burn me if they can

but I don't give a damn about what those people say.

They pick you up and kick you out, they hurt you every day


It takes years to find the nerve to be apart from what you've done,

to find the truth inside yourself and not depend on anyone




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10 luglio 2005
song 022 - king's cross

Pet Shop Boys King's Cross

 

The man at the back of the queue was sent
to feel the smack of firm government
Lingered by the fly poster for a fight
It's the same story every night
I've been hurt and we've been had
You leave home and you don't go back
Someone told me Monday, someone told me Saturday
Wait until tomorrow and there's still no way
Read it in a book or write it in a letter
Wake up in the morning and there's still no guarantee
Only last night I found myself lost
by the station called King's Cross
Dead and wounded on either side
You know it's only a matter of time
I've been good and I've been bad
I've been guilty of hanging around
Someone told me Monday, someone told me Saturday
Wait until tomorrow and there's still no way
Read it in a book or write it in a letter
Wake up in the morning and there's still no guarantee
So I went looking out today
for the one who got away
Murder walking round the block
ending up in King's Cross
Good luck, bad luck waiting in a line
It takes more than the matter of time
Someone told me Monday, someone told me Saturday
Wait until tomorrow and there's still no way
Read it in a book or write it in a letter
Wake up in the morning and there's still no guarantee
There is still no guarantee




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7 luglio 2005
song 021 - london calling

The Clash London Calling

London calling to the faraway towns
Now that war is declared and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard, all you boys and girls
London calling, now don't look at us
All that phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain't got no swing
'Cept for the ring of that truncheon thing
The ice age is coming, the sun is zooming in
Engines stop running and the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
London is drowning and I live by the river
London calling to the imitation zone
Forget it, brother, an' go it alone
London calling upon the zombies of death
Quit holding out and draw another breath
London calling and I don't wanna shout
But when we were talking I saw you nodding out
London calling, see we ain't got no highs
Except for that one with the yellowy eyes
Now get this London calling, yeah, I was there, too
An' you know what they said? Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?
I never felt so much a' like




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27 giugno 2005
song 020 - il sentiero
Modena City Ramblers Il sentiero

Lungo il sentiero dei nidi di ragno
passa la storia di un giovane uomo
passa la scelta di chi se n'è andato
sui monti per la resistenza

Erano i mesi del dopo settembre
quando il re fuggì sulla nave
furono anni di lutti e dolore
di coraggio e di patimenti

Quante sono le strade
che partono dai nidi di ragno
qual'è stato il prezzo pagato
per chi ha scelto di andare lontano
portami ancora là
dove il vento è pronto a soffiare
a trovare ogni passo perduto
lungo il senitero dei nidi di ragno

Uomo contro uomo
il furore che cresce nel cuore
il mondo si divide e la guerra
non lascia parole
Italo sogna un futuro
dove non si dovrà più sparare
ma intanto seduto al divano
coi compagni pulisce il fucile

Quante sono le strade
che partono dai nidi di ragno
qual è stato il prezzo pagato
per chi ha scelto di andare lontano
portami ancora là
dove il vento è pronto a soffiare
a trovare ogni passo perduto
lungo il senitero dei nidi di ragno

Lungo il sentiero dei nidi di ragno
nasce la storia di questo paese
nasce dal fuoco della rivolta
dal sogno di chi non si è arreso

(canzone calvinista, tipo)




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27 giugno 2005
song 019 - mr. brightside

The Killers Mr. Brightside

I'm coming out of my cage
And I’ve been doing just fine
Gotta gotta be down
Because I want it all
It started out with a kiss
How did it end up like this
It was only a kiss, it was only a kiss
Now I’m falling asleep
And she’s calling a cab
While he’s having a smoke
And she’s taking a drag
Now they’re going to bed
And my stomach is sick
And it’s all in my head
But she’s touching his—chest
Now, he takes off her dress
Now, letting me go

I just can’t look its killing me
And taking control
Jealousy, turning saints into the sea
Swimming through sick lullabies
Choking on your alibis
But it’s just the price I pay
Destiny is calling me
Open up my eager eyes
‘Cause I’m Mr Brightside


(e io pensavo dicesse "open up my eagle eyes"!)




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4 maggio 2005
song 018 - Friendly Fire

Canzone riassuntiva della vicenda Calipari, temo...

Pet Shop Boys
Friendly Fire

An inspirational tirade against me
How to explain my life?
Boys to the left of me girls to the right of me,
neither husband nor wife
Though the days are filled with pain
there is no one who’ll explain why I’m
coming under friendly fire
shot in the fatal cause of rock-and-roll
but there’s nothing, really nothing, to say
Why I endure under force majeure
slander without shame or tact
I who studied make-up,
mime and Buddha
who taught two generations to react
About me the critics lied
I ignored them and survived in spite of
coming under friendly fire
shot in the fatal cause of rock-and-roll
I have nothing, really nothing, to deny
When I look back my eyes are filled with tears
Danger to mascara, applause to my peers
When fame sustained me and arenas acclaimed me
I floated through life in a cloud of love
and insanity and pagan profanity
before a worshipping crowd
Now my status is ill-defined
As an icon I’m inclined to be
coming under friendly fire
shot in the fatal cause of rock-and-roll
but whatever dull or clever points they’ve scored
I have never, oh no never, been ignored

(words & music Tennant/Lowe)




permalink | inviato da il 4/5/2005 alle 16:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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