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22 novembre 2010
letteratura
sick to death of labour

Il tempo di cui parlava Morrissey in Irish blood english heart sembra essere (almeno parzialmente, visto che lui ce l'aveva anche coi "tories") arrivato, visto che il decennio laburista è catastroficamente finito nella coalizione tra conservatori e liberaldemocratici di Cameron & co.

E' quindi con una certa curiosità che uno affronta il tomo autobiografico di Tony Blair, A journey; l'ho iniziato il 1° settembre ma l'ho finito solo oggi, perché Blair saprà anche fare un sacco di cose, ma come scrittore è mortalmente noioso.

Il libro tende ad essere autocelebrativo come manco io nei momenti peggiori, è tutto un trionfo di George di qua George di là (Bush, eh), dedica solo un paio di capoversi a Silvio (per ringraziarlo dell'appoggio italiano alle Olimpiadi londinesi del 2012, un po' poco per una "politica estera"),  a tratti è profondamente intimista, talora un po' inquietante ("il bagno è una stanza importante e non potrei vivere in una cultura che non lo rispetti"), ed è tutto dominato da un antagonista che è quasi una nemesis, Gordon Brown.

Le pagine sulla guerra in Iraq sono, va detto, intellettualmente oneste, ma la scena che in assoluto ho preferito è quella in cui Bush scopre che ad un certo punto il Belgio ha avuto la presidenza dell'Unione Europea: "Il Belgio? Vi fate comandare dal Belgio???".
18 ottobre 2010
letteratura
quello che sarà di noi

Io leggo tanto, ma pure Douglas Coupland scrive parecchio. Dopo The gum thief e Generation A è già arrivato PlayerOne. Siamo sempre di fronte ad un capolavoro postmoderno, pieno di idee geniali, tra le quali spiccano la dimanchofobia (Everyday is like sunday, in pratica) e delle doverose aggiunte ai sette peccati capitali, tipo:
  • l'indifferenza per il mantenimento della democrazia
  • la volontaria ignoranza della Storia
  • l'eguagliare lo shopping alla creatività
  • il rifiuto del pensiero riflessivo
  • la convinzione che lo spettacolo sia la realtà

13 ottobre 2010
musica
non chiamatele canzonette

Come ai tempi degli Smiths, tra un album e l'altro Morrissey cominciò a pubblicare strani dischi, fatti di singoli isolati, lati b, brani già noti e simili.

Così, dopo il debutto di Viva hate, nel 1990 uscì Bona drag, ora ripubblicato (con cinque inediti assoluti, di cui un paio, come Happy lovers at last united, degni di nota).

Dentro Bona drag, ci sono i 'vecchi' singoli Suedehead ed Everyday is like sunday, ma soprattutto tre canzoni importanti, come The last of the famous international playboys (genio genio genio), November spawned a monster (Jesus made me so, Jesus save from pity and sympathy and people discussing me) e Piccadilly Palare, canzone dall'incipit spettacolare (Off the rails I was and off the rails I was happy to stay) dedicata ad una subcultura inglese degli anni '60, fatta di prostitute, omosessuali e malavitosi, nonché di uno slang tutto loro (da cui il titolo del disco). Ce ne sono poche, di canzoni così.
31 dicembre 2009
letteratura
whatever people say I am, I'm not


A fianco dell'enciclopedia, non poteva mancare l'agiografia, nella forma del classico Saint Morrissey di Mark Simpson, in cui si racconta la storia di Mozzer fino al 2004 e si riflette su un sacco di cose (la vita, la morte et similia), ma ci sono anche pagine veramente splendide sull'Inghilterra degli anni '90. Da leggere, e non solo se si è adepti del culto di Morrissey.

31 ottobre 2009
musica
coming up

Jamie Cullum; I'm all over it: gradito ritorno del fanciullo che campeggia nella foto in alto a sinistra su questo blog.

JLS; Everybody in love: la boyband del momento continua a non convincermi e per ora non si meritano un post apposito ;-)!


R. E. M. ; Live at the Olympia: ormai i REM sono entrati nel loop di album/tour/disco dal vivo e album/tour/disco dal vivo; stavolta si cimentano con brano meno noti (manca Losing my religion ma c'è, chessò, Wolves, lower). Solo per affezionati, comunque.

Michael Jackson; This is it: anche qui siamo di fronte a quella che potremmo chiamare una 'bieca operazione commerciale', visto che l'album si limita a riportare i 'greatest hits' di Michael nell'ordine in cui appaiono nell'omonimo film (ai tempi dell'iPod e delle playlist, non pare un'innovazione sconvolgente). Le uniche novità sono tre demo, Michael Jackson che legge la peggior poesia mai scritta e la nuova This is it che, spiace dirlo, non è il capolavoro che uno si aspettava. Su iTunes, comunque, si possono comprare singolarmente le tracce nuove e farla finita lì.

Morrissey; Swords: esce finalmente l'attesa raccolta di lati b pubblicati dal 2004 ad oggi. Ci sono migliori introduzioni a Morrissey (come quella di cui si parlava qui) ma anche in questo Swords ci sono cose interessanti, e inoltre c'è un secondo cd con brani dal vivo, tra cui la vecchia You just haven't earned it yet, baby degli Smiths.

David Bowie; Space oddity: il primo album di David Bowie compie 40 anni ed esce in una nuova edizione, con ormai consueto allegato di rarità (la cosa più graziosa è Ragazzo solo, ragazza sola, cioè la versione IN ITALIANO di Space oddity, che Bowie cantò credendo che il testo fosse in qualche modo affine all'originale, per scoprire poi che non c'entrava niente, ma proprio niente – e pare scritto da 'Ivan Mogul'). E' ovvio che la magnificenza di Space oddity (la canzone) è tale da offuscare il resto, ma è piacevole riascoltare il giovane Bowie che, prima di Ziggy e il resto, sembrava una sorta di Bob Dylan inglese:

24 ottobre 2009
musica
coming up

Morrissey; The HMV/Parlophone singles: per quanto lo stesso Moz inviti i fans a disertare questo cofanetto, non capita spesso di avere su tre cd TUTTI i singoli di Morrissey pubblicati dal 1988 al 1995 (da Suedehead a Sunny), con i vari lati b, tra cui versioni dal vivo e alcune perle sfuggite ai distratti. Spero mi perdoni...

Bad Lieutenant; Never cry another tear: spiace dire il banale 'non sono i New Order', ma questi Bad Lieutenant sono il nuovo gruppo di Bernard Sumner e, essenzialmente, 'non sono i New Order', anche se un paio di tracce (come il singolo Sink or swim) meritano.

Tinchy Styder; You're not alone: ormai totalmente commercializzatosi (non che ci sia nulla di male), il buon Tinchy recupera la vecchia canzone degli Olive (qui il video) e la fa sua (qua)

Alison Moyet; The best of – 25 years revisited: ennesima antologia (è la terza) per una delle più grandi voci della musica inglese, che stavolta si sofferma sul materiale meno noto. La vera chicca è il secondo cd, in cui si rivisitano 11 brani, dalle vecchissime Midnight e Situation ai classici Wishing you were here e All cried out.

5 settembre 2009
musica
coming up
Bananarama; Love comes: sembra incredibile, ma le Bananarama vanno avanti indefesse da 27 (!) anni. Questo è il primo singolo dall'album Viva e merita.

Mika; We are golden: sono settimane che mi chiedo da dove questa We are golden sia scopiazzata e/o ispirata e al momento ho trovato una sola risposta: Heaven is a place on earth di Belinda Carlisle...

Preston; Dressed to kill: la storia è interessante: Preston era il cantante dei fatui Ordinary Boys (il cui nome deriva però da una canzone degli Smiths), ha partecipato ad un insulso reality show inglese, si è sposato con una conosciuta in tv, ha sciolto gli Ordinary Boys, ha divorziato e ora è diventato electro e dedito al vampirismo:


15 agosto 2009
letteratura
per quelli che hanno letto milioni di libri


Da queste parti, Morrissey è più o meno una religione, per cui non poteva sfuggirmi l'esistenza di una enciclopedia (un mattone da più di 500 pagine) a lui dedicata, opera di tale Simon Goddard.

Organizzata alfabeticamente, presenta voci che spaziano da tutte le canzoni incise da Morrissey e dagli Smiths ai film da lui amati, dai suoi ispiratori (Oscar Wilde, in primis) alle sue canzoni preferite (eh sì, c'è anche Heart di Rita Pavone).

Una mole di informazioni devastante, ma che non rende giustizia (nulla potrebbe) alla pura perfezione di cose come questa, diretta da Derek Jarman:
16 maggio 2009
musica
coming up
Morrissey; Southpaw grammar: ed ecco che, quattordici anni dopo, riesce l'album di Morrissey del 1995, notevole in primis per due canzoni che veleggiano oltre i dieci minuti di durata (sempre tosta The teachers are afraid of the pupils) e, in questa riedizione, per quattro brani rari che fotografono un Morrissey in crisi discografica, non creativa. Escludendo il comunque deludente Maladjusted, ci vorranno altri 9 anni per un disco ugualmente compatto, l'imperdibile You are the quarry.

Daniel Merriweather; Red: secondo singolo dall'imminente album, questa volta è una ballatona; notevole:

Manic Street Preachers; Journal for plague lovers: l'impressione è che sia un disco importante, il primo album dei Manics dal '94 con testi scritti da Richey Edwards, scomparso nel 1995 e recentemente dichiarato deceduto. Ci torneremo sopra.
10 maggio 2009
musica
coming up
Inutile ricordare che manca pochissimo all'Eurofestival: il 12 la prima semifinale, il 14 la seconda ed il 16 la finale. Per un primo ascolto delle canzoni, qui e qui; ah, è in uscita la compilation ufficiale.

Morrissey; Maladjusted: nella lunga carriera di Morrissey ci sono un paio di album misconosciuti, Southpaw grammar del 1995 ed il successivo Maladjusted, entrambi ora ripubblicati in edizioni 'espanse', con qualche rarità d'epoca. Oggi mi è arrivato Maladjusted. Il disco non è terribile e alcuni brani sono davvero notevoli (come l'amara Sorrow will come in the end) e poi contiene Alma matters, che ha il miglior incipit di tutte le sue canzoni: “E allora? Le scelte che ho fatto possono sembrarti strane... ma chi te l'ha chiesto, poi? E' la mia vita, la posso rovinare come mi pare”. Genio.
26 aprile 2009
musica
coming up
Mandy Smith; Mandy: questa è una cosa da pop-archeologi. Mandy Smith era una fanciulla inglese che tipo a 13 anni ebbe una relazione con uno dei Rolling Stones un filino più maturo di lei. In maniera assolutamente non conseguenziale, qualcuno ebbe l'idea di farle fare un album, uscito nel 1988 e ora ripubblicato con 8 brani rari/inediti, fra i quali spiccano una prima versione di Got to be certain (che sarebbe stato poi il terzo singolo di Kylie Minogue), una cover di Don't you want me degli Human League e un 'acid remix' (giuro) della sua più grande canzone, Boys and girls:

Green Day; Know your enemy: c'è un preoccupante 'oh eh oh eh' nel ritornello:
 
Morrissey; Something is squeezing my skull: era dai tempi di Irish blood, english heart che non era così arrabbiato (o quando si accorge che non tutti sono vegetariani).

Eminem; We made it: c'è stato un tempo in cui
Eminem era capace di dire cose (penso a Stan, ma non solo), ora si è ridotto alla parodia di se stesso. Tristissimo.
28 febbraio 2009
musica
coming up
The Saturdays; Just can’t get enough: Comic Relief è una cosa inglese di beneficenza, per la quale i cantanti fanno un singolo 'scemo' (esempi massimi: Absolutely fabulous dei Pet Shop Boys e i Boyzone che rifanno Billy Ocean) per raccogliere fondi e mostrare il loro lato 'ironico'. Quest'anno qualcuno ha pensato potesse essere opportuno coivolgere le Saturdays (la nuova girl-band la cui caratteristica principale è che ognuna di loro è abbinata a un colore – le Spice Girls almeno avevano una 'personalità' individuale) e di farle rifare una vecchissima canzone dei Depeche Mode. E qui sta il problema: circa i 2/3 dei singoli dei DM (Master and servant, Behind the wheel, Personal Jesus, Condemnation e simili) hanno a che fare con a) il sadomasochismo, b) la religione e c) il sadomasochismo e la religione, cose insomma con cui un naso rosso e un balletto à la Macarena hanno poco a che fare:

Depeche Mode; Wrong: e visto che siamo in tema DM, questa è la prima esecuzione pubblica (così suona come una decapitazione) del nuovo singolo, che pare porre un problema essenziale (dov'è il 'ritornello'?) ma che fa comunque vedere alle ragazze di cui sopra come si fanno le cose:

Morrissey; Years of refusal: mi è arrivato ieri l'album, con allegato dvd, in cui c'è una chiacchierata tra Morrissey e Russell Brand che ha dell'incredibile. E l'album di per sé è notevole.

R. E. M. ; Murmur: altro disco da avere assolutamente. Si tratta dalla riedizione del primo album degli REM,  che ha ormai 25 anni (!). Murmur è il disco di Radio free Europe – il che già basterebbe - , inoltre c'è un secondo cd che riporta un concerto del 1983, nella cui scaletta si trovano classici a venire, come Gardening at night o Just a touch. Pochi dischi suonano ancora rivoluzionari dopo tre decenni. Questo è uno di quelli:
7 febbraio 2009
musica
coming up
Morrissey; I'm throwing my arms around Paris: esce il primo singolo da Years of refusal. Il video stava qua.

Saint Etienne; Method of modern love: il 'greatest hits' di cui parlavamo tarda a uscire, ma intanto c'è questa nuova, epica canzone. Stephen Sears la recensisce usando parole come 'stanza'.  

Rihanna; Good girl gone bad - The remixes: a me Rihanna non sembra il male, ma ora la cosa discografica sta davvero esagerando, considerando che questi disco è uscito tipo 18 mesi fa. Fargliene fare un altro no?
31 gennaio 2009
musica
in the absence of your love
4 gennaio 2009
musica
cheremone's 2008 top 40 - 3
(continua il conto alla rovescia verso il #1 dell'anno; qui la prima parte e qui la seconda)

23 / Jeff Buckley; Hallelujah: è una vecchia canzone, tornata d'attualità perché scelta come primo singolo da Alexandra Burke, vincitrice dell'X Factor inglese. La polemica passerà, la canzone durerà per sempre.

22 / Morrissey; That's how people grow up: uno dei due inediti del Greatest hits, che appariranno anche nel nuovo album (a febbraio)... there are worst things in life / than never be someone's sweety è Morrissey al 100%:

21 / Vampire Weekend; Cape cod kwassa kwassa: quattro secchioni americani che fanno musica africana. Uno dei dischi più semplicemente belli dell'anno. Ne parlavamo qui.

20 / The Enemy; This song: non finirò mai di parlarne bene.

19 / Alphabeat; Boyfriend: sono svedesi ma sembrano londinesi del 1986:

18 / Eric Prydz; Pjanoo: non ha raggiunto le vette di Proper education, ma anche questa canzone è diventata un piccolo classico.

17 / September; Cry for you: in giro da un paio d'anni, ha avuto solo ora il successo che si meritava. Come dovrebbero essere tutte le canzoni di musica dance, è una di quelle che si balla piangendo:

16 / Robyn; With every heartbeat: anche qui valgono le stesse identiche cose dette per il #17:

15 / The Last Shadow Puppets; Standing next to me: all'inizio il progetto di Alex Tuner sembrava semplicemente dovuto ad un'overdose di dischi di Scott Walker ma si è invece rivelato uno degli album più belli del 2008. Questo, il loro secondo singolo, è semplicemente perfetto, dal video (girato in una sola sequenza), alla musica, al testo:
5 novembre 2008
politica estera
until that day...
C'era una canzone di Morrissey (America is not the world) che  diceva qualcosa come "In America / the land of the free, they said, / and of opportunity, in a just and a truthful way / but where the president / is never black, female or gay, / and until that day / you've got nothing to say to me / to help me believe".

That day
è arrivato.
5 ottobre 2008
letteratura
sing your life


Meetings with Morrissey di Len Brown è un po' biografia, un po' raccolta di interviste, un po' un saggio su Morrissey e sulle sue fonti di ispirazione. Una lettura interessante, un po' pedante quando tenta di ricollegare tutto a Oscar Wilde.
17 maggio 2008
musica
coming up
Morrissey; All you need is me: il secondo inedito del recente Greatest hits. Superfluo, ma pare ci siano cose migliori dietro l’angolo (non mi riferisco tanto alla canzone degli Sparks di cui sotto, quanto al suo nuovo materiale!)

Rihanna; Take a bow: dopo un capolavoro dietro l’altro, ecco il primo singolo inutile della fanciulla. Peccato

Sparks; Exotic creatures of the deep: 21° (!) album degli Sparks. Genialodi come sempre, qui prendono pure in giro Morrissey nella curiosa Litghen up, Morrissey.

9 febbraio 2008
musica
coming up
Simple Plan; When I’m gone: evidentemente non sono morti. I troppi wooh wooh e la nuova pettinatura non aiutano, comunque.

Morrissey; Greatest hits: imprescindibile, ovviamente. Se ne parlava, non come meriterbbe, qui.

6 febbraio 2008
musica
you’re born, you live, you die and that’s the end
Febbraio è decisamente il mese di Morrissey.

Mentre sto leggendo un libro che raccoglie le sue migliori interviste dall’inizio degli Smiths all’altro ieri, sta per uscire un suo Greatest Hits (per chi  non avesse questo o questo).

Come pochi altri artisti, Morrissey non è un cantante, è una religione, e la fede, si sa, non è spiegabile razionalmente e non vale neanche la pena provarci.

Diciamo solo che almeno otto delle canzoni qui comprese sono dei capolavori assoluti, che passano dallo struggente tributo alle gang messicane (First of the gang to die), a Irish blood, english heart (di cui si parlava qui), dalla scoperta del sesso (You have killed me), alla pura rassegnazione (il nuovo singolo, That’s how people grow up), dalla pura e semplice poesia (Everyday is like sunday, la canzone che dice TUTTO), all’ossessione (Suedehead), ancora dai ggiovani teppisti (The youngest was the most loved) alla Verità (The last of the famous international playboys): I’m not naturally evil / such things I did / just to make myself more attractive to you / have I failed?

Tanto per restare sul mistico, il termine tecnico è ‘epifania’.

2 febbraio 2008
musica
coming up
Morrissey; That’s how people grow up: c’è un imminente Greatest Hits con due inediti, tra cui questo singolo in cui Morrissey ci ricorda che c’è di peggio che non essere il trottolino amoroso di qualcuno. Il momento in cui sorriderà un po’ è ancora lontano, fortunatamente.

Rihanna; Don’t stop the music: questa donna è inarrestabile. Qui campiona Wanna be startin’ somethin’ di Michael Jackson, che in realtà campionava Soul makossa di Manu Dibango.

Kylie Minogue; In my arms: è il nuovo singolo europeo (in Inghilterra esce Wow). Qua lo canta alla tv francese (dove la chiamano Kilì) e riceve poi un premio da Mikà - che parla francese e pure lei pare cavarsela.

Morcheeba; Dive deep: nuovo album (che si può sentire qua) per i sempre gradevoli Morcheeba, anche se cambiano continuamente cantante

23 aprile 2007
musica
the smiths - panic (1986)
(In attesa del restyling del ‘blog’, una nuova versione della rubrichetta ‘songs’. Questa gioiosa ‘novità’  - che nasce essenzialmente perché correggere i compiti di greco è sempre deprimente – che fare se ad aprile si confondono imperfetti con aoristi? - parte dal testo di cui sotto, in cui Morrissey si lamenta che la radio suoni solo canzoni che ‘non dicono nulla su di me e sulla mia vita’. Ecco, le canzoni di questa ‘rubrica’ non dovrebbero essere così)

Chi sono questi: Probabilmente il miglior gruppo inglese di sempre (sì, meglio dei Beatles). Erano quattro, ma il nucleo essenziale era composto da Morrissey (testi e voce) e Johnny Marr (musica e chitarra). Attivi dal 1982 al 1987, hanno raggiunto un livello di scrittura incommensurabile e hanno cambiato la vita di milioni di adolescenti sofferenti. Poi hanno litigato (di brutto) e Morrissey ha fatto capolavori anche da solo, mentre Johnny Marr si è dato ora ai The The ora agli Electronic e resta il più grande chitarrista della sua generazione. Per saperne di più, c’è un libro

La musica: Panic è, essenzialmente, Metal guru dei T. Rex, con in più l’inconfondibile chitarra di Johnny Marr

Le parole: Leggenda metropolitana vuole che alla radio della BBC, subito dopo aver dato notizia dell’incidente nucleare alla centrale di Chernobyl, il dj non abbia trovato nulla di meglio da suonare che la fastidiosa I’m your man degli Wham!. Il ‘panico’ per le strade di Londra, Birmingham, Leeds, Carlisle, Dublin, Dundee, Humberside e in generale nelle città di provincia (il modo in cui Morrissey pronuncia ‘provincial towns’ vale l’intera carriera di un sacco di gente) sarebbe quello dell’incombente inverno atomico. Ma siccome alla BBC di certo non mettono su canzoni che dicano qualcosa di importante ma, appunto, gli Wham!, il ritornello diventa un inquietante ‘impiccate il dj!’ ripetuto ad lib. da un coro di bambini. Geniale.

Cheremone’s corner
: Vaghi ricordi d’infanzia legati al video diretto da Derek Jarman (regista capace di traviare una giovane mente, va detto), ma per me gli Smiths sono stati una scoperta tardiva (1992, There is a light that never goes out e simili)


Pregnanza socio-culturale
: Immensa. A maggior ragione dopo gli attentati londinesi del luglio 2006. Non è infine colpa degli Smiths se i Panic! At The Disco hanno preso il loro nome da qui.


Lo si trova
: su The world won’t listen, una compilation del 1987 (e il  primo disco degli Smiths che ho comprato)

17 luglio 2006
musica
cult of morrissey


Che dire? E' cominciato con quaranta minuti di ritardo, appena entrato in scena ha detto "mamma Roma!" poi ha cantato Panic ed io ho passato i primi quartantacinque minuti a piangere (a me Morrissey fa sempre quest'effetto). 

Il fatto che abbia cantato How soon is now, Irish blood english heart (dicendo però Italian blood), Let me kiss you e The youngest was the most loved ha avuto su di me effetti devastanti. 

Grazie a Dio, non ha cantato There is a light that never goes out, sennò morivo sul colpo.

(grazie a Dario e Andrea che mi hanno riportato a Piramide!)


12 dicembre 2004
coming up

Consueta infornata di singoli natalizi in uscita questa settimana, tra i quali segnaliamo, oltre al consueto Cliff Richard (I cannot give you my love), il duetto tra Ronan Keating e tale Yussuf Islam, che altri non è che Cat Stevens - i due riprendono Father and son, che Ronan aveva già rifatto coi Boyzone

Il singolo della settimana è, indiscutibilmente, la splendida I Have Forgiven Jesus di Morrissey, che è un capolavoro.

In uscita infine anche un album di 2Pac (Loyal to the game) ma io con questi rappers non capisco più se sono morti o se se si tratta dell'addio alle scene o cosa...

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